Il Prof. Cutillo attacca i politici di Casaluce e scrive ai giovani

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“Nella vita si dice che per fare del bene a se stessi – scrive il Prof. Antonio Cutillo – bisogna fare del bene agli altri. Ben detto. Un comandamento così semplice nella sua enunciazione dovrebbe essere di monito a chi, per mandato ricevuto dai cittadini, si occupa della cosa pubblica. Ma per chi fa vissuto gli ultimi otto anni la politica di Casaluce, pare che questo bene sia confinato nella sfera privata di sedicenti politici, che ogni giorno danno vita e corpo a una ben inscenata farsa – teatrino di marionette – con buona pace dell’intelligenza dei casalucesi.

Otto anni di pura inattività, antitesi del concetto stesso di politica, suffragata da silenzi e assensi a capo chino. Vergogna. Sdegno. E lo sdegno – dichiara Cutillo – si unisce a stupore, quando questi stessi signori hanno il coraggio di chiedere ai cittadini, ancora una volta, conferma e fiducia. Guardatevi ben da costoro, poiché sono i più pericolosi! E ora agognano persino alla massima carica, a quel tricolore che significa rispetto, senso delle istituzioni, benessere della collettività. Cari concittadini, è per questo che la chiamiamo “politica”, concetto sublime e antico che meriterebbe di essere rinfrescato a chi, oggi, nel nostro paese vive di sole parole, affidate a inchiostro sbavato su carta maleodorante o, peggio, alla falsa socialità di un social network, senza mostrare il proprio volto, come si converrebbe a chi del benessere collettivo si fa portavoce e garante (sic!). Invece – continua Cutillo – abbiamo toccato il fondo. A questo punto, poiché più in basso non si va, possiamo solo risalire. E allora largo ai giovani! Chi vi parla non è un politico, ma un cittadino che crede in un diverso significato della politica e del governo di un paese. La nostra speranza va dunque affidata ai giovani, che sperimentano in prima persona l’inadeguatezza di questo sistema. A loro – termina il Prof. – l’augurio di una presa di coscienza che sia preludio al cambiamento.”